I.T.I.S. "Leonardo da Vinci" Portogruaro (VE)

Realizzato da - Moreno Donadonibus - Classe 3^T

ARGOMENTI AFFRONTATI NELL'ANNO SCOLASTICO 2009-2010 - (Lista sintetica)
TITOLODescrizioneCollegamento
HARDWARE

Descrizione hardware e riparazione

  • Premi per visualizzare la pagina
  • SOFTWARE

    Descrizione software e riparazione

  • Premi per visualizzare la pagina
  • RETI DI COMPUTER

    Descrizione reti di computer

  • Premi per visualizzare la pagina
  • PAGINE WEB

    Descrizione pagine web

  • Premi per visualizzare la pagina
  • RELAZIONE DI LABORATORIO

    Relazione sull'esperienza di laboratorio: "misurazione di potenza con un Wattmetro"

  • Premi per visualizzare la pagina
  • ALTRO

    Realizzato da me

  • Premi per visualizzare la pagina
  •  

    ESPERIENZE DI LABORATORIO DI ELETTROTECNICA SVOLTE
    Titolo esperienza
    Descrizione
    Schema elettrico
    Taratura di un Voltmetro


    Questa esperienza di laboratorio ha avuto lo scopo di tarare un voltmetro dato con l’impiego di un voltmetro campione da noi richiesto all’insegnante dopo le appurate considerazioni. Per fare ciò, ovvero tarare Vt era necessario l’utilizzo, oltre che di Vc, anche di un generatore di corrente e di due reostati che sarebbero a noi serviti, uno per una regolazione più grossolana e l’altro per una regolazione più precisa della tensione all’interno del circuito. Dopo aver annotato i valori delle tensioni rispettivamente con il numero di divisioni indicate dai due voltmetri, abbiamo iniziato la taratura di Vt.Per ridurre la tensione all’interno del circuito abbiamo utilizzato due reostati in modo tale che Vc indicasse 140 divisioni e in corrispondenza di Vc abbiamo annotato il numero di divisioni indicate da Vt. Eseguite queste misure abbiamo poi trovato il valore di ‘ k’ facendo il rapporto tra la portata e il numero di divisioni. Ciò è servito a determinare i valori di Vc e Vt. Come risulta dai calcoli il valore dell’errore assoluto massimo è inferiore al valore dell’errore assoluto più alto. Questo sta ad indicare che Vt non è tarato correttamente in seguito all’usura dello strumento o ad un non adeguato utilizzo dello stesso. Ne deriva che lo strumento andrà declassato, ovvero gli andrà riassegnata la sua classe di precisione in quanto quella attuale non è veritiera.
    Verificare il 2° principio di Kirchhoff

    In questa relazione abbiamo cercato di verificare il secondo principio di Kirchhoff (LKT: V1 –V2 – V3 = 0). Per confermare ciò abbiamo creato il circuito qui a destra. Innanzi tutto abbiamo calcolato Req = (R1 x R2) / (R1 + R2). In seguito abbiamo disegnato lo schema del circuito e abbiamo calcolato anche la R1’ = V1 x I. Per calcolare R1’’ abbiamo bisogno della corrente I3. Quindi ci calcoliamo prima la corrente I2 facendo V3 / R2. Ora, per trovare la corrente I3 scriviamo il primo principio di Kirchhoff (LKI: I1 + I2 – I3 = 0) e troviamo I3 = I1 + I2. Trovata la corrente I3 determiniamo R1’’= V3 / I3. Ridisegnando lo schema del circuito abbiamo notato che R2 è cortocircuitata perciò V3 = 0. Quindi Rtot risulta uguale a R1. Dopo aver riportato tutti i dati, abbiamo visto che il primo principio di Kirchhoff (V1 – V2 – V3 = 0) è stato verificato nonostante il risultato non sia zero. Ciò è stato possibile perché il risultato è compreso dentro l’errore commesso in questa prova.
    k
    Misura di resistenze con il metodo volt-amperometrico

    Lo scopo di questa esperienza era di testare la precisione del metodo volt-amperometrico per le misure di resistenza, e di verificare come la differenza tra i relativi metodi voltmetro a valle e voltmetro a monte influisca sulla misura. Per prima cosa abbiamo osservato che il nostro reostato R sopportava una corrente massima di 0.5 A, alimentandolo con questa corrente avremmo una potenza dissipata pari a 0.5^2 * 542 =135.5 W, una potenza troppo grande che sicuramente andrà ad alterare la nostra resistenza a causa del calore sviluppato. Abbiamo cosi deciso di usare una corrente dieci volte inferiore, cioè 50 mA, avremmo cosi una potenza dissipata 100 volte inferiore a prima, che difficilmente influirà sul valore della resistenza, con questo ragionamento abbiamo calcolato la DDP=R*I=542*0.05=27 arrotondando a 30V. abbiamo calcolato il valore di R* e abbiamo notato che essa era minore di R, quindi secondo la teoria il metodo migliore da usare sarebbe quello del voltmetro a monte ma useremo entrambi i metodi. abbiamo calcolato prima i valore di RU ma per fare ciò abbiamo prima dovuto calcolare la resistenza interna del voltmetro e dell’amperometro, i vari errori, prima quelli assoluti con la relativa formula e poi quelli relativi, l’errore relativo totale e l’errore assoluto totale sulla misura di resistenza.Abbiamo notato che in entrambi i casi i risultati si discostano non poco dalla resistenza che siamo andati a misurare, e sono ben al di fuori della soglia di errore che in teoria dovrebbe comprenderli.
    Misura di resistenze tramite ponte di Wheatstone

    Questa esperienza di laboratorio di elettrotecnica ha avuto lo scopo di verificare quanto fosse veritiero il valore resistivo che è riportato sulle caratteristiche relative ad un reostato. Questa verifica la abbiamo effettuata due volte mediante l’impiego di strumenti di diversa precisione. La prima delle due prove è stata eseguita tramite l’impiego di un ponte di Wheatstone che serve a misurare correnti molto piccole.dato che all’inizio della nostra prova la condizione di equilibrio del ponte (Ig=0; Vcd=0) non è rispettata e di conseguenza avremo una corrente Ig e una tensione Vcd, utilizziamo il derivatore galvanometrico al fine di evitare che la corrente Ig sia di una intensità tale da rovinare il galvanometro. La prova consisteva nel regolare le resistenze R1, R2, R3 al fine di ottenere l’equilibrio del ponte e, nello stesso momento, nell’annotare il valore della Rx che consisteva nel vero valore resistivo del reostato preso in considerazione. Questa prima prova aveva una imprecisione del 4.5% e abbiamo constatato che la Rx risultava 505 Ohm mentre nelle caratteristiche del reostato era indicata una resistività di 484 Ohm. Si può quindi notare che non sempre l’indicazione presente negli strumenti è corretta.In questa prima fase è stata utilizzata una tensione pari a 20 Volt per una corrente di 36 mA.
    w
    Misurazione di potenza con un Wattmetro

    Questa prova di laboratorio ha avuto lo scopo di verificare la potenza effettivamente dissipata da un circuito realizzato seguendo lo schema elettrico riportato qui a destra.Il nostro primo compito è stato di annotare le caratteristiche del reostato così da ricavare la tensione,corrente e potenza massima che avrebbero caratterizzato il nostro circuito.Subito dopo abbiamo proceduto con l’annotazione delle caratteristiche di amperometro, voltmetro, wattmetro.Abbiamo successivamente osservato la resistenza del reostato e del wattmetro e abbiamo osservato che la prima era minore della seconda e quindi abbiamo constatato che il voltmetro andava posizionato a valle dell’amperometro.Dopo aver svolto i calcoli si è notato che la massima potenza dissipabile dal reostato era pari a 16,72 W come scritto nei calcoli e che la massima potenza che è stata raggiunta è pari a 11,3 W, quindi al di sotto della soglia massima e di conseguenza facilmente dissipata dal reostato senza danneggiamento dello strumento a causa di un utilizzo inappropriato di esso.
    p