LE FIERE

Uno degli aspetti principali e più tipici dell’organizzazione economica medievale, è rappresentato dalle fiere, specialmente fino a tutto il XIII secolo. Le fiere sono molto diverse dai mercati locali. L’utilità dei piccoli raduni si limitava al soddisfacimento dei bisogni familiari della popolazione circostante e anche per soddisfare l’istinto di socievolezza che è proprio di tutti gli uomini. Le fiere invece erano ritrovi periodici di mercanti di professione, centri di scambi, e soprattutto di scambi all’ingrosso, che cercavano di attirare il maggior numero di persone e prodotti. La maggior parte delle fiere ebbe un’importanza regionale più o meno estesa. Le fiere della Champagne ebbero nel XII e nel XIII secolo un’estensione in tutta Europa. Le fiere ebbero inizio all’epoca della rinascita commerciale. La loro ubicazione era determinata dalle correnti di traffico. Solo il principe territoriale aveva il compito di fondarle. La fiera di Saint-Denis, presso Parigi (fiera dei Lendit), attirava una volta l’anno, anche da molto lontano, non solo pellegrini ma anche venditori e compratori occasionali. Lungo le strade di terra, e quando era possibile quelle fluviali, quegli incontri fra le civiltà più avanzate del sud e del nord del continente avvenivano nel breve territorio della Champagne, il più grande mercato internazionale del tempo, e permanente per l’avvicendarsi senza discontinuità nel corso dell’anno dell’una e all’altra località vicinissime tra loro, a Provins, Troyes, Saint-Ayoul, Bar-sur-Aube. Frequentante da operatori d’ogni provenienza, vi si trattavano merci d’ogni dove, dalla Russia all’oriente mediterraneo, dall’Inghilterra alla Spagna. Naturalmente dominatori furono i mercanti italiani, non solo per la quantità di capitali di cui disponevano, ma anche perché potevano estendere con i contratti di cambio il raggio di credito a molti centri di mercato in cui avevano affari gestiti dai loro rappresentanti, i fattori delle "compagnie" (società Commerciali) e soprattutto per lo stato avanzato della loro esperienza. A loro si deve l’imposizione d’istituti di diritto. Questo portò ad un’unificazione della tecnica commerciale. All’andare del tempo, anche altre città, da Bruges a Firenze, a Genova e a Venezia, erano divenute centri di mercato nei quali si trovavano tutti i beni che potessero essere richiesti. Il declino delle fiere si ebbe nel 1300 quando si passò dal vecchio commercio viaggiante al commercio sedentario. I mercanti limitarono i loro viaggi lasciavano ad altre persone il compito di procurare le merci cui loro servivano.

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