COMMERCIO
Lo splendore del
grande commercio internazionale non deve far dimenticare
l'importanza del commercio locale e regionale, assai meno
conosciuto, soprattutto per la scarsità di fonti. Le
traslazioni quotidiane, sottoforma di baratto o di
scambio monetario si fondavano per lo più sulla parola e
non hanno lasciato traccia negli archivi. Le tariffe dei
pedaggi non consentono di valutare il loro ammontare
complessivo e neppure il volume del commercio locale. Il
commercio di tipo puramente locale gravitava intorno alle
città che attiravano i prodotti agricoli e le materie
prime dell'area rurale circostante ed offrivano in cambio
i loro manufatti. Questi prodotti modesti davano luogo a
scambi diretti, dal produttore al consumatore. La
rivoluzione economica che iniziò nel XI secolo, era
strettamente legata alla nascita dei comuni e delle
economie urbane e questa era il riassunto di una
rivoluzione agraria e demografica.Questo secolo fu
caratterizzato in tutti i settori da un'ondata di
progresso. La colonizzazione delle pianure orientali e
delle regioni costiere del Baltico, le Crociate del
Mediterraneo, tutte manifestazioni della vitalità
dell'occidente cristiano, ampliarono considerevolmente
l'area geografica degli scambi commerciali, stimolati
inoltre dall'aumento della popolazione e della
produzione. Il rialzo continuo dei prezzi, l'aumento dei
profitti e l'accumulazione di capitale che ne risultò,
sostenne e favorirono l'attività dei mercanti e
soprattutto delle grandi aziende italiane commerciali e
bancarie. Negli anni dal 1330 al 1340 la tendenza
invertì. La saturazione demografica raggiunta grazie
alla prosperità precedente, le crisi agricole,
l'eccessiva fiscalità e la politica monetaria che la
guerra ormai endemica imponeva ai sovrani, ed infine la
Peste nera negli anni 1348-50, causarono una contrazione
di lungo periodo dell'economia che durò fino alla metà
del XV secolo. L'offensiva dei Turchi e lo scacco
definitivo delle Crociate segarono la fine delle grandi
imprese del mondo cristiano ormai ripiegato sugli
avamposti insulari del Mediterraneo orientale e
dell'Egeo. Tuttavia, quasi per un moto di compensazione,
i progressi realizzati durante il periodo precedente
nelle tecniche commerciali e finanziarie e nella
concentrazione capitalistica, si diffusero quasi ovunque.
Questo più complesso tipo d'organizzazione affrettò il
declino delle fiere della Champagne, sottoposte anche
alla concorrenza dei trasporti marittimi diretti fra
l'Italia e Bruges, che divenne poi un importante centro
commerciale e finanziario.