LA SITUAZIONE PRIMA DELL'ANNO 1000

COMMERCIO MARITTIMO

 

L’Impero romano aveva sempre riposto grande fiducia sul mare. Fin dalla fine del III secolo la società stava attraversando una fase di declino e la popolazione era diminuita. Questa decadenza non colpì sensibilmente il commercio marittimo nel Mediterraneo che continuò attivo e ben sostenuto. Il commercio mantenne i collegamenti tra l’Oriente e l’Occidente mentre non venne interrotto lo scambio dei manufatti o dei prodotti naturali. Nel IV secolo solo in Oriente esistevano vere e proprie città e qui si concentravano le industrie di esportazione e in particolare quelle tessili (vedi cartina sotto).

I centri tessili nel

XIII secolo

Le manifatture tessili si

concentrano nelle Fiandre

e nell’Italia centro-setten-

trionale, aree nelle quali si

utilizzano in maggior mi-

sura alcune innovazioni

tecnologiche.

 

All’inizio del V secolo l’Occidente intero fu invaso. La sopravvivenza del commercio dopo le invasioni si spiega con la continuità del traffico mediterraneo. E’ per questo motivo che l’organizzazione economica del mondo sopravvisse al suo smembramento politico. Un commercio marittimo molto attivo collegava Marsiglia a Costantinopoli, alla Siria, all’Africa, all’Egitto, alla Spagna e all’Italia. I prodotti dell’Oriente, il papiro, le spezie, i tessuti di lusso, il vino e l’olio erano importati regolarmente. La popolazione della città comprendeva, accanto ai negozianti, una classe abbastanza numerosa di artigiani. Lo sviluppo economico di Marsiglia si diffuse naturalmente nell’hinterland del porto. Sotto la sua influenza tutto il commercio della Gallia si orientò verso il Mediterraneo. L’epoca merovingia conobbe un gran commercio. Il traffico di Marsiglia era, per di più alimentato da derrate di consumo generale, come il vino e l’olio, senza contare le spezie e il papiro che erano regolarmente esportati al Nord.

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